Thingk, l’internet of Things che si fa strada nelle cucine del mondo

 
Noi non abbiamo rischiato. Nessuno di noi ha investito un euro del proprio capitale. Nessuno di noi ha lasciato il proprio lavoro. Sono state le idee alla base di Thingk a farci vincere l’dizione 2014 della call PoliHub Switch to Product, che ci ha permesso di entrare nell’incubatore del Politecnico di Milano, e poi a farci chiudere la campagna di fundraising su Indiegogo con 53 mila dollari, tre in più di quelli che avevamo chiesto. La nostra storia dimostra proprio che si può riuscire a realizzare il proprio progetto anche solo grazie a una buona intuizione”.
 
Alcuni fra i cinque membri del team di Tkingk, che mixa insieme design, elettronica e innovazione,  avevano già lavorato insieme, altri si sono aggiunti con il tempo. Un inizio lavorando per  conto terzi, con nomi anche prestigiosi come quello di Adidas, poi l’idea di mettersi in proprio. E il successo.  Un invito a buttarsi, a provarci quello di Umberto Tolino, docente della facoltà di design del Politecnico di Milano e interaction designer della startup.
 
Insieme hanno appena terminato le spedizioni di GKilo e CloGC, una bilancia e un timer da cucina. Realizzati con materiali naturali, come legno e marmo, custodiscono all’interno un cuore hi- tech che li fa interagire fra loro, mettendo in pratica, anche ai fornelli, il concetto di Internet of Things.
 
La campagna su Indiegogo, chiusa con successo a giugno 2014,  è stata fondamentale. “Raccolta fondi a parte, avevamo proprio bisogno di capire se i prodotti avrebbero funzionato – racconta Tolino – e non solo in Italia. Per questo abbiamo scelto una piattaforma internazionale, che ci ha fatto conoscere al mondo”. Un  vero test di validazione dei prodotti, dal quale hanno imparato parecchio.
 
“Dopo vari commenti di sostenitori della campagna abbiamo deciso di concentrarci sulla realizzazione di un oggetto che unirà le caratteristiche di Gkilo e CloGC – continua –  ci concentreremo sul packaging, che avevamo tralasciato, e soprattutto lavoreremo per far diventare i mostri oggetti da auto – prodotti a industriali, ovvero con garanzia e una stretta importante sulla qualità”.  Il prototipo del nuovo oggetto, che al momento viene chiamato 2.0 Industrial, sarà presentato al Salone del Mobile 2015 e entro luglio puntiamo a mandarlo in produzione”. Per questo serve strutturare  al più presto il team  “perché al momento tutti facciamo un po’ tutto” e investire sulla comunicazione.
 
I consigli di Umberto Tolino, oltre a “provarci davvero” sono:
 
professionalità soprattutto, “alla fine è quella che paga”
 
sviluppare da subito uno spirito imprenditoriale, “cercare di capire dove sta andando il mercato, e se la propria idea può intercettarlo”
 
creare un buon team, appoggiarsi a un network di persone valide: “se fossi stato da solo, probabilmente avrei lasciato perdere”