Change is our Chance: 3,5 milioni di euro per AppQuality. Il risultato di resilienza e fiducia nel proprio lavoro

Nei giorni scorsi, il gestore di Venture Capital P101 SGR, attraverso il suo secondo veicolo P102 e ITA500 (fondo di venture capital istituito da Azimut Libera Impresa sgr e gestito da P101), ha guidato un round di investimento da 3,5 milioni di euro in AppQuality, piattaforma italiana leader nel crowdtesting, incubata in PoliHub. Un importante obiettivo per la startup raggiunto in un momento particolarmente difficile per l’economia globale, a dimostrazione che “le sfide non devono intimorire perché in esse si racchiudono opportunità”, come ha ricordato durante l’ultimo SmartDate il Presidente Andrea Sianesi, che aggiunge come “in un momento difficile come questo, vedere una startup, italiana ma dalla visione internazionale, crescere, ottenendo un investimento così notevole è un segnale importante. È il segnale che l’innovazione non si ferma, anzi le startup ne sono proprio il motore sia dal punto di vista tecnologico sia organizzativo e possono cavalcare il cambiamento diventando traino per lo sviluppo”.

Abbiamo parlato con il CEO di AppQuality, Luca Manara, che ci ha raccontato come sia stato un risultato raggiunto grazie al lavoro di tutto il team, che ha saputo essere resiliente e ha continuato a credere nel proprio lavoro. E che ci dà due consigli per tutte le startup che stanno iniziando il loro percorso.

Ciao Luca. Ci racconti chi è AppQuality?

AppQuality è stata fondata nel 2015 nel Campus di Cremona del Politecnico di Milano, da me (N.d.R. Luca Manara, CEO di AppQuality), Edoardo Vannutelli e Filippo Renga, cofondatore degli Osservatori Digital Innovation. È cresciuta poi i successivi anni in PoliHub e nell’area del Politecnico di Milano. Abbiamo creato una soluzione che aiuta le aziende a realizzare servizi “Bug Free” e a ottimizzare la User Experience di app, siti web, chatbot, dispositivi Internet of Things, e-commerce, etc., attraverso il crowdtesting.  Tramite questa tecnica è infatti possibile portare gli utenti finali e i cercatori di “bug” (i bachi, cioè i difetti dei servizi) direttamente nel design, nello sviluppo e nell’evoluzione di un prodotto digitale. Ad oggi contiamo un team di 18 persone e una community di 14.000 tester qualificati e certificati.

Come è nata l’idea di AppQuality?

La startup nasce in un laboratorio di ricerca del Politecnico di Milano, in cui i co-founder hanno cominciato a ragionare sulla qualità delle applicazioni che vedevano in circolazione e su come necessariamente il mercato dovesse evolvere. Ancora sviluppare applicazioni era un processo lento e macchinoso, la qualità era scarsa e la user experience in certi casi, pessima. Così abbiamo cominciato a ragionare alle possibili soluzioni, studiato il mercato, sperimentato, costruito MVP (N.d.R. Minimum Viable Product), chiamato potenziali clienti, e alla fine trovato la nostra direzione: il crowdtesting

Siete nati solo 5 anni fa e oggi potete contare su una community di oltre 14.000 tester. Come spieghi questa crescita?

Trovare i tester non è stato difficile, trovare clienti lo è. Una volta che hai quelli, il resto lo costruisci di conseguenza con tempi e costi che rispettino un posizionamento di mercato ben definito, la value proposition e la miglior “compelling reason to buy”. Nel tempo abbiamo sviluppato poi strumenti di recruiting attraverso Facebook e LinkedIN,  processi di training e selezione dei miglior tester, strumenti di gamification, etc.

Oggi, in piena pandemia, arriva per voi un risultato importantissimo: un round di investimento da 3,5 milioni di euro. È stata dura? Quali obiettivi per il futuro?

Ogni risultato di valore richiede molto impegno. Quindi si, è stata dura anche se la parte più dura è stata in precedenza, quando ancora non sapevamo nemmeno se ci fosse un mercato per quello che stavamo proponendo, quando le sperimentazioni che stavamo facendo non davano risultati. Ma la resilienza e la fiducia nel nostro lavoro e nel futuro sono stati due elementi fondamentali per raggiungere questo obiettivo. L’ingresso di P101 ci permetterà di investire sulla tecnologia della nostra piattaforma e di offrire quindi alle aziende strumenti quantitativi e qualitativi che permettano di sviluppare le migliori app e soluzioni digitali. Questo consentirà di incrementare ulteriormente l’elevata qualità e il livello di servizio che garantiamo ai nostri clienti e di cominciare a lavorare per l’espansione internazionale.

Hai parlato di resilienza e di fiducia nel proprio lavoro. Elementi chiave per centrare un obiettivo così importante in un momento così fosco per l’economia globale…

Sì, per questo ha ancora più valore. Non nego che ci sono stati momenti difficili portati dalla condizione in cui si stava avviando il mercato. Ma bisogna abituarsi a condizioni che variano nel tempo anche non previste: costanza, disciplina, execution, duro lavoro, capacità di ripianificare velocemente, processi decisionali brevi ed efficienti, approccio agile, flessibilità, etc.  Tutto può essere ri-pianificato e ri-prioritizzato: get comfortable with uncomfortableness.

Quale consiglio ti sentiresti di dare a una startup che sta iniziando il suo percorso?

Due consigli: cerca e parla con i tuoi clienti, prima di ogni cosa. Una startup non esiste senza clienti. Passa con loro più tempo possibile. Vendi prima di sviluppare qualsiasi cosa. Costruisci l’MVP velocemente. Ovvero il primo prototipo che ti permette di raccogliere il massimo numero di feedback al minimo costo e poi itera testando continuamente e velocemente. Non smettere mai di imparare e migliorarti.