In Cina con le nostre startup: il viaggio da Nord a Sud alla scoperta dei luoghi dell’innovazione

Quando si arriva in Cina la prima cosa con la quale ci si confronta è la grandezza. Enormi aeroporti, città sconfinate, edifici imponenti, masse brulicanti di persone e soprattutto grandi numeri, in qualsiasi campo.

La Cina, negli ultimi decenni, è stata in grado di risollevarsi da un passato difficile e, con lungimiranza, impegno e determinazione, è riuscita ad occupare un posto importante nello scacchiere mondiale.
Le scienze, l’educazione e le tecnologie sono stati i motori che hanno permesso al Paese di accelerare la propria crescita fino a diventare una super potenza internazionale. Qui oggi, grazie agli ingenti incentivi governativi, determinanti nel definire il percorso di sviluppo, si sta creando il futuro. Futuro che mira a scalzare la supremazia occidentale, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e creando imprese innovative nell’hi-tech.

La collaborazione tra PoliHub e TusStar

Uno dei maggiori player nell’ecosistema di startup in Cina è sicuramente TusStar. Primo incubatore al mondo per dimensione, è il braccio operativo della Tsinghua University, affermata eccellenza mondiale, luogo di creazione di tecnologia e innovazione, al punto da essere definita il MIT cinese.

La collaborazione fra PoliHub e TusStar è nata per sostenere la crescita internazionale delle nostre startup, sfruttando l’enorme capacità dell’incubatore cinese di far leva sul proprio network. Proprio il network è un aspetto fondamentale che però crea non poche difficoltà alle aziende occidentali che si apprestano a sbarcare sul mercato cinese, a causa delle barriere sia culturali sia di business.

Insieme a PoliHub, Marchingenio, startup specializzata nel design di strutture ecosostenibili a basso impatto ambientale, e Tree Solutions, che si occupa di gestione e risparmio elettrico in edifici pubblici e privati, hanno creduto nel potenziale che questo Paese può offrire loro e sono partite alla volta di una settimana molto intensa attraverso la Cina, da Pechino a Shanghai, passando per Hangzhou, casa natale del gigante Alibaba, fino alla regione dello Shandong, a sud della capitale.

Pechino, nel cuore della Silicon Valley cinese

Nei primi due giorni, durante il breve soggiorno a Pechino, abbiamo potuto vistare TusStar, capire il suo modello, conoscerne le startup, sapere come e in che modo avvengono gli investimenti ma, soprattutto, scoprire le sue relazioni con le più grandi imprese high-tech cinesi e internazionali. TusStar, infatti, è al centro della Silicon Valley cinese, che raccoglie nell’area oltre 70 “unicorni” e migliaia di giganti dell’high-tech.

Con TusStar abbiamo consolidato le basi delle nostra collaborazione con la volontà di creare maggior valore aggiunto per le nostre startup, attraverso programmi ben strutturati che vedono nel mercato cinese la possibilità di individuare nuovi partner commerciali e nuovi mercati. PoliHub è considerato un partner fondamentale in Italia e nell’intera Europa, grazie anche alle relazioni instaurate anche durante questo viaggio.

Nello Shandong, per raccontare i progetti delle nostre startup

Dopo Pechino, ci siamo spostati nello Shandong, ex colonia tedesca, ricca di industrie manifatturiere, famosa in Cina soprattutto per essere la zona di produzione della birra. Questa regione non è economicamente alla pari dei grandi agglomerati urbani come Pechino e Shanghai ma può essere terreno fertile per l’insediarsi di aziende straniere, anche grazie agli incentivi del governo locale, desideroso di attrarre quanti più investitori possibile. Qui sono avvenuti incontri molto interessanti per Marchingegno e Tree Solutions, in cui hanno avuto l’opportunità di raccontare i propri progetti ad aziende operanti nel campo delle costruzioni e della produzione di pompe di calore. Una giornata intensa da cui siamo usciti soddisfatti perché abbiamo visto interesse, volontà di interazione e collaborazione, anche grazie all’intermediazione di TusStar, che ci ha seguito ed accompagnati per tutta la durata del viaggio.

Nello Zhejiang , per toccare con mano il potenziale che la Cina è in grado di offrire

La regione dello Zhejiang è stata la nostra meta successiva. Attraversando il Paese, da Nord a Sud, percorrendo 800 km in appena 3 ore a bordo dei velocissimi treni cinesi, siamo arrivati ad Hangzhou, patria del miliardario Jack Ma e sede della sua Alibaba, il famoso e-commerce cinese, unico vero competitor di Amazon. La città è in forte sviluppo urbano grazie agli ingenti capitali riversati dalle grandi aziende internazionali presenti nell’area. Qui abbiamo toccato davvero con mano il potenziale che la Cina è in grado di offrire durante due incontri che ci hanno lasciato a bocca aperta.
Prima abbiamo visitato HEDA, ente di sviluppo economico della città di Hangzhou, dove abbiamo approfondito gli innumerevoli vantaggi per le aziende ad insediarsi in quella zona, non solo attraverso incentivi al recruitment di talenti locali ed esteri, ma anche con un supporto allo sviluppo del business grazie a spazi e capitale.
Dopo HEDA è stato il turno di Jiuzi New Energy, azienda che si occupa della vendita di macchine elettriche con servizi aggiuntivi, prossima a quotarsi al NASDAQ, ad appena due anni dalla fondazione. Questa società, attraverso la sua rete di vendita, capillarmente presente in tutta la Cina, è riuscita a crescere a ritmo vertiginoso in pochissimo tempo, anche grazie alle politiche governative d’incentivo per chi acquista mezzi elettrici che hanno portato il Paese ad essere attualmente tra i primi al mondo per diffusione di veicoli elettrici.

Shanghai, il place to be per le startup AI

Una delle città simbolo della regione dello Zhejiang è Shanghai, ultima meta della nostra full immersion nel panorama innovativo cinese. Non potevamo concludere al meglio, non solo perché Shanghai è una delle città più moderne e popolose al mondo ma perché anche qui abbiamo potuto trovare un ambiente collaborativo e desideroso di creare sinergie. La prova di quest’apertura alla collaborazione è stata evidente durante la vista a H18, un luogo che unisce diverse nature: un co-working ma anche un museo e un laboratorio dove si studiano nuovi design e materiali. Uno spazio ricavato all’interno di un ex-distretto industriale che, nei suoi 2000 metri quadri, presenta una cura del dettaglio maniacale.

Shanghai, come Pechino, è un place to be per qualsiasi startup, in particolare per quelle operanti in campo AI. L’ultima tappa del nostro viaggio ci ha condotti al Campus Chang Yang, un distretto nato da meno di un anno nel cuore della città. Questo Campus vuole essere il nuovo centro di sviluppo tecnologico per l’intelligenza artificiale, dove raccogliere esperti e imprese. Qui è presente una delle cinque sedi di TusStar Shanghai, che raccoglie oltre 100 startup. Il Campus Chang Yang non è solo un luogo fisico dove vengono raccolti player tecnologici globali, i maggiori fondi di venture capital e gli incubatori d’impresa verticali sull’AI ma mira a diventare il riferimento per la ricerca, l’innovazione e la sperimentazione di quelle tecnologie che stanno rendendo la Cina il leader nel campo dell’intelligenza artificiale.
In conclusione, quello che maggiormente è emerso dal nostro viaggio è l’enorme volontà da parte dei nostri interlocutori cinesi di avviare rapporti concreti con PoliHub e le sue startup.
Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità” diceva Albert Einstein e, aggiungiamo noi, la Cina ha tutte le carte in regola per offrire grandi opportunità a tutti coloro che vorranno coglierle.