Franke: nuovi orizzonti per l’innovazione

Franke è una delle aziende leader a livello mondiale nella produzione e progettazione di lavelli da cucina, ai quali si affianca una gamma completa di prodotti altamente professionali. Non una startup insomma che però, pochi mesi fa, apre una sede nel distretto di PoliHub. Una scelta apparentemente inconsueta di cui abbiamo parlato con Andrea Coccia, Appliances Innovation Manager di Franke, che ci ha spiegato come PoliHub sia stata una scelta strategica in grado di dare valore ad uno dei progetti più recenti dell’azienda, Social Kitchen.

Franke è un’azienda, anche molto importante a livello internazionale nella produzione e progettazione di lavelli da cucina e prodotti professionali. Come mai avete scelto il distretto di PoliHub?
Il modo di fare innovazione, anche per le grandi aziende, è profondamente cambiato negli ultimi anni. È necessario rinnovare i metodi, gli approcci ed anche gli ambienti stessi in cui fare innovazione. Questo per massimizzare l’efficienza e l’efficacia stessa del processo. Il vecchio approccio di sviluppare verticalmente all’interno della propria azienda tutte le competenze ed il know-how di prodotto, non alzando lo sguardo verso il mondo esterno, ha mostrato da tempo i suoi limiti. Ecco perché Franke ha deciso di partire con un progetto di innovazione in cui un team dedicato di ingegneri e designer lavorano liberi dai classici “vincoli” di una  grande azienda in cui le procedure ed i problemi del day-by-day possono tipicamente assorbire le risorse e distrarle dal processo di innovazione. Abbiamo usato il concetto di entrepreunership, un gruppo di persone all’interno di una grande organizzazione che torna a lavorare con lo spirito di una startup, come se fosse nel proprio garage di casa. Per ottimizzare questo approccio abbiamo selezionato anche una location fisica che massimizzasse il risultato ed ecco appunto la scelta del PoliHub. Il network di Milano, del Politecnico ed il mondo che gravita intorno al distretto in un certo senso ci spinge automaticamente a rinnovarci grazie al continuo contatto con ricercatori, startup ed aziende.

Cos’è Social Kitchen?
Social Kitchen è uno dei percorsi all’interno della road-map di ricerca del nostro team che volge veramente lo sguardo al futuro. Tra i compiti dell’Innovation Team c’è l’andare ad intercettare i nuovi trend, i nuovi bisogni del consumatore ed anche i nuovi stili di vita. Come vivremo fra 10 anni? E fra 20? Come cambieranno le nostre abitudini alimentari? Come si trasformeranno le nostre città ed il nostro modo di lavorare? Social Kitchen è una ricerca che tocca diverse di queste domande, cercando  rispondere e fornire soluzioni nel particolare ambito di come si preparerà e si consumerà il cibo nei nuovi ambienti di lavoro ed, in generale, in tutti quei nuovi spazi “condivisi” che sempre più nasceranno nelle nostre aree metropolitane. Quali tecnologie abilitanti saranno necessarie per rispondere a queste nuove esigenze ed anche come si dovranno trasformare gli appliances per assolvere a questo compito è l’oggetto della nostra ricerca.

Essere in PoliHub vi è utile per il progetto?
La presenza in PoliHub e le relative collaborazioni stanno massimizzando il risultato. Nella ricerca sono coinvolti due giovani Studenti del Master di Polidesign, collaborazione attivata grazie a Polihub. Inoltre, grazie all’approccio del Design Thinking e User Center Design Approach abbiamo condotto una serie di interviste all’interno della community di PoliHub che come co-working è uno degli spazi target della ricerca.

Quali sono i prossimi step per Social Kitchen?
La fase di ricerca si è appena conclusa, ora si entra nel vivo dello sviluppo e sperimentazione. L’idea è di arrivare ad uno o più concept di cucina e continuare la sperimentazione con l’interazione degli utenti. Anche in questa fase di sperimentazione ci auguriamo che PoliHub possa essere un valido partner e, perché no, far nascere direttamente all’interno del distretto il primo esempio di Social Kitchen e grazie alla comunità recepire feedback ed affinare il progetto.

(Foto: MotorK Canteen – Credits Denis Tascone)