Corrado Passera in visita al Polihub

Milano come città polo d’innovazione, Milano come città universitaria globale. Per costruire tutto ciò non servono cattedrali nel deserto ma strutture che favoriscano le connessioni fra i tessuti universitari e d’impresa già esistenti, che sappiano renderli attrattivi e che aiutino le nuove realtà che vengono a crearsi a sfondare sul mercato. Strutture come PoliHub, che nei suoi 15 anni di vita ha accelerato startup che hanno generato 17 milioni di euro di fatturato, attratto 11 milioni di euro di investimenti e creato 350 posti di lavoro. Oggi sono oltre 50 le startup incubate negli spazi di via Durando 39, e nel primo semestre 2015 sono state 600 le idee presentate per entrare a farne parte. La crescita è stata esponenziale: +70% di richieste fra l’inizio del 2014 e la fine dell’anno. Ecco l’ecosistema che Corrado Passera, nella mattinata del 23 settembre, è venuto a scoprire e a farsi raccontare.

Stefano Mainetti, Ceo PoliHub, e Ferruccio Resta, prorettore del Politecnico di Milano, hanno  illustrato rispettivamente i numeri e il modello di funzionamento dell’incubatore e il suo collegamento con l’università. Poi la parola è passata alle startup con i pitch di tre fiori all’occhiello di PoliHub: Moxoff, spinoff del Politecnico di Milano che sviluppa modelli matematici in gradi di aiutare imprese e non solo a migliorare i propri prodotti, Jobyourlife, startup incubata in PoliHub che georeferenzia e geolocalizza le competenze di chi cerca lavoro, connettendo i profili giusti alle aziende che li stanno cercando.A chiudere la sessione di pitch  Jacopo Vanetti di Jusp,  ideatrice di una soluzione di POS mobile innovativo che permette di accettare pagamenti tramite carta di credito e recentemente vincitrice dell’Italian Master Startup Award.

L’incontro è poi continuato con la visita agli spazi dell’incubatore, dove Passera ha incontrato anche i founder delle startup   Artexe e Menuale.  L’incubatore deve fare da collegamento con le imprese, sostiene Passera che  si è mostrato molto interessato al modello PoliHub e alle startup che ha incontrato, ma anche con la città e i suoi bisogni: “Milano deve diventare sperimentatrice di idee che mirano a risolvere i problemi della città, le  startup devono entrare nell’ufficio del sindaco”.