Artiness: la startup che porta la realtà aumentata in sala operatoria

Prende il via con Artiness la rubrica dedicata alle #StartupStories. Storie di successo d’impresa, storie di persone che ogni giorno lavorano in PoliHub per costruire il futuro attraverso l’innovazione. A raccontarci la storia di Artiness e delle novità che li riguarda è Filippo Piatti, co – founder & CEO.

Innanzitutto, chi è e cosa fa Artiness?
Artiness nasce dalla necessità di fornire ai medici degli strumenti migliori per poter sfruttare il potenziale delle immagini cliniche acquisite nella fase di diagnosi di una patologia o di analisi per la preparazione di un intervento chirurgico. Siamo 5 bioingegneri, tutti coinvolti nelle attività del gruppo di Biomeccanica Computazionale del Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria al Politecnico di Milano: io e Omar, PhD ed ex-ricercatori; Giovanni, dottorando dello stesso gruppo di ricerca; Emiliano e Alberto, professore Associato e Ordinario. La nostra lunga esperienza nel campo della modellistica 3D, delle simulazioni biomeccaniche paziente-specifiche, si è unita, quasi per caso inizialmente, all’evoluzione tecnologica di strumenti di visualizzazione olografica. Poter visualizzare e manipolare oggetti 3D – nel caso specifico gli organi dei pazienti che modellizziamo – sfruttando per la prima volta ologrammi realmente tridimensionali è stata una rivoluzione che ha fatto scattare la scintilla dell’idea.

Recentemente avete partecipato in Russia al Festival Internazionale a San Pietroburgo, unica startup italiana. Ci raccontate qualcosa di questa esperienza?
Siamo stati selezionati tra 21 startup da tutto il mondo, per partecipare al primo Festival internazionale organizzato dalla HSE – High School of Economics di San Pietroburgo. Un’esperienza molto interessante, che ci ha permesso di entrare in contatto con numerose realtà da tutto il mondo. Non solo abbiamo avuto modo di entrare in contatto con il mercato russo e con una università di prestigio con grande spirito imprenditoriale, ma anche con tante realtà come la nostra che nel mondo stanno cercando di costruire nuovi modelli di business portando prodotto innovativi. Sicuramente un ottimo campo di prova, che ci ha stupito in positivo per l’elevato livello della competizione e soprattutto perché tutti stiamo affrontando problemi simili tutti i giorni.

Come immaginate il futuro di Artiness?
Ci piace pensare ad Artiness come ad una realtà leader in Italia e in Europa nel portare la realtà aumentata ad essere uno strumento fondamentale nella pratica medica e chirurgica di tutti i giorni. Questo non solo per supportare le pratiche chirurgiche, ma a partire dalla formazione agli specialisti aziendali all’educazione universitaria per i medici, fino ai training di medici specialisti. La nostra è una tecnologia del futuro, e pensiamo che anche nel campo medicale possa giocare un ruolo fondamentale e unico

Come mai avete scelto PoliHub? In che modo vi è utile?
PoliHub per noi è il punto di riferimento dell’innovazione a Milano e, più in generale, in Italia, e offre un canale unico dal punto di vista della formazione, della crescita e della consapevolezza di cosa voglia dire essere imprenditori. Come ricercatori e dottorandi del Politecnico, è difficile all’inizio immaginare tutte le competenze necessarie per far crescere un’idea innovativa verso un progetto imprenditoriale concreto; in questo processo PoliHub offre un ambiente nel quale sperimentare, chiedere consigli e crescere. Inoltre, come ogni polo di innovazione, è un luogo dove poter entrare in contatto con fondi di investimento e partner che possano supportare la fase iniziale di crescita del progetto.

Il percorso di Artiness in PoliHub è stato seguito dai nostri mentor, che hanno accompagnato la startup nella validazione del modello di business e dato accesso a un bacino importante di contatti e relazioni.