IP: gli errori più frequenti delle startup a centro dell’ultimo incontro di Theorem Program

IP: gli errori più frequenti delle startup a centro dell’ultimo incontro di Theorem Program

News - 12 Ottobre 2018

Sesto incontro, lo scorso 9 ottobre, con Theorem Program nell’ambito dell’Innovation Boost Program di Switch2Product e StartCupLombardia. Filippo Silipigni ha aperto i lavori della giornata, dedicata alla gestione efficiente e alla protezione della proprietà intellettuale nel contesto di università e startup, con un occhio di attenzione agli errori più frequenti in cui è possibile incorrere e alle buona prassi per un utilizzo efficace.

Dopo l’introduzione di Silipigni, Massimo Barbieri ha offerto ai presenti una panoramica completa sulle privative e sull’utilità per sfruttarle in un’impresa o startup. È stato poi il turno di Annalisa Balloi che ha illustrato le diverse strategie di proprietà industriali e come utilizzare le diverse privative. “Il Technology Transfer è processo che permette di trasferire innovazione conoscenza e tecnologia in un ambito in cui molte persone possono usufruirne per migliorare la qualità della propria vita. In ambito universitario per trasferire conoscenza da ateneo ad azienda si utilizzano brevetti, licensing o cessione. Secondo il Report 2018 del Netval, il network di Technology Transfer Office italiani, il brevetti da TTO in Italia sono in crescita”. A concludere la prima parte della mattinata, Domenico Pannofino che ha parlato di gestione della IP nelle startup e degli errori più frequenti: “Nella mia esperienza, secondo quanto ho visto nelle edizioni di S2P dal 2011, la proprietà intellettuale deve essere uno strumento di business, un mezzo e non il fine, al servizio degli obiettivi di business”. Riassumendo, gli errori tipici in tema di proprietà intellettuale sono essenzialmente cinque:

  1. progettare un brand simile ad uno già esistente e rendersene conto troppo tardi
  2. sbagliare il nome
  3. disclosure prematura in eventi pubblici come fiere (no esporre prototipo)
  4. non prendere gli accorgimenti necessari a proteggere le informazioni riservate
  5. il DIY non è la scelta migliore! Affidarsi sempre ad un professionista!

 

La seconda parte della mattinata ha ospitato una sessione di testimonianze ed è stata aperta dall’intervento di Massimo Temporelli, divulgatore scientifico nonché fondatore di The FabLab a Milano. Temporelli ha avuto nel 2011 l’intuizione di fondare un FabLab a Milano dopo aver visto quello di Torino “Oggi fare l’imprenditore richiede capacità di comunicazione non necessarie nel secolo scorso. Errore italiano è il donabbondismo. Non siamo particolari bisogna raccontare in parole chiare ciò che si fa”.

Ultimo intervento quello di Stefano Caverni, co-founder di PhononicVibes, vincitore della scorsa edizione di S2P e spin-off del Politecnico di Milano, che ha ideato una soluzione per l’isolamente delle vibrazioni e dei rumori attraverso l’utilizzo dei pannelli fononici, basato sulla fisica del metamateriali.

L’incontro si è chiuso con una comparazione tra  benefici e limiti (capacità di protezione, durata, costi) dei principali titoli IP e un riferimento all’utilizzo del brevetto nelle startup.