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Theorem Program: focus su Software & Copyright in ambito ICT

In che modo si proteggono le invenzioni in ambito ICT? Una domanda fondamentale per chiunque abbia avuto un’idea e desideri proteggerla. Theorem, il nuovo programma di sensibilizzazione e formazione sull’Intellectual Property, rivolto a studenti, ricercatori e startupper della creative industry interessati a proteggere e sviluppare le proprie idee, si propone di promuovere e diffondere la conoscenza della Proprietà Intellettuale.

Si è tenuto lo scorso 22 maggio il secondo degli incontri. L’intero percorso si compone di un ciclo di 6 seminari e 1 workshop, tenuto da docenti ed esperti del settore che tratteranno gli aspetti fondamentali riguardanti le tematiche di design, copyright, marchi e brevetti.

Dopo il primo appuntamento dedicato al tema del Design Knowledge, il secondo incontro si è soffermato sul tema della protezione del del Software & Copyright nell’ambito delle invenzioni ICT.

La prima parte dell’incontro, come di consueto, ha avuto un carattere formativo sull’intellectual property e sui concetti di base del titolo di Software e Copyright. La seconda parte, invece, si è sviluppata  in forma di discussione.

Ad aprire il pomeriggio Annalisa Balloi, Innovation Promoter del Technology Transfer Office del Politecnico di Milano. Dopo la presentazione e l’introduzione del percorso, un quiz su Kahoot ha sondato quanto ne sapessero i presenti in tema di Software & Copyright. La parola è poi passata al primo esperto, Massimo Barbieri, Technology Transfer Manager del TTO. Barbieri ha affrontato il tema della della tutela del software, introducendo il concetto di proprietà industriale, di quali siano le tipologie di proprietà industriali e le invenzioni brevettabili e in che forma. “La forma di espressione del programma è tutelata dal diritto d’autore, mentre i principi e le idee dal brevetto: le due tutele possono cumularsi. Un software per essere brevettabile deve possedere carattere tecnico, ovvero in grado di produrre un effetto tecnico, esterno, ad esempio quando il software dirige tramite il computer un processo industriale o il funzionamento di una diversa apparecchiatura o interno, quando il programma provoca un diverso modo di funzionamento del computer”. Barbieri ha concluso ricordando come tra i primi 30 titolari di domande e brevetti sul software in Europa emergano le aziende cinesi nel settore della telefonia mobile come Oppo, Huawei, Nubia, ZTE, Xiaomi.

Dopo Barbieri, Matteo Mozzi di Jacobacci & Partners SpA ha affrontato il tema della brevettabilità del software e del Copyright, illustrando elementi di base, sinergie e differenze. “il software è proteggibile e può esserlo in diversi modi: attraverso il brevetto, Diritto d’Autore (Copyright) e design registrati (e non). Se esiste un effetto tecnico, il funzionamento del software è tutelabile come brevetto. Se non c’è un effetto tecnico la descrizione del funzionamento o il manuale d’istruzioni può essere tutelata come Diritto d’Autore. Così come se ci sono aspetti grafici e estetici originali, le interfacce grafiche sono tutelabili come design registrati e il codice sorgente o le banche dati possono essere protette dal Diritto d’Autore”, ha concluso Mozzi.

La seconda parte dell’incotro, più orientata al dibattito e alle testimonianze, è stata aperta da Umberto Spagnolini, Docente del Politecnico di Milano del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, che ha parlato di proprietà intellettuale nell’ICT e di come difendersi “tecnicamente”, raccontando numerosi casi di aziende nel settore della telefonia.

In conclusione le testimonianze degli startupper, a partire da Luca Prati di Yottacle, che progetta e sviluppa applicazioni mobile e web che arricchiscono l’esperienza degli utenti per mezzo di tecnologie innovative e tecniche di storytelling, gamification e coinvolgimento attivo, che ha raccontato di come la sua azienda abbia protetto un algoritmo proprietario per la visita intelligente di musei. A seguire Alessandro Basso di MecTho, società ad alto contenuto innovativo che opera nei settori della visione industriale e dell’intelligenza artificiale, ha illustrato un caso di

protezione della proprietà intellettuale nel settore della logistica. Infine Matteo Bogana di Cleafy, stratup che si occupa di protezione degli endpoint usati per transazioni bancarie da malware e frodi informatiche che ha condiviso la sua esperienza sulla protezione di un’invenzione per la rilevazione di minacce informatiche.

L’incontro si è chiuso con il dibattito moderato da Annalisa Balloi e il consueto aperitivo di networking.

Appuntamento con Theorem martedì 19 giugno un incontro dedicato al tema “Patents”.