“Il futuro sta già accadendo” 2° workshop di Aviva Customer Innovation Award

Lo scorso martedì 28 novembre in PoliHub ha avuto luogo il secondo workshop “Il futuro sta già accadendo” dell’Aviva Customer Innovation Award, l’iniziativa, ideata da Aviva e PoliHub con l’obiettivo di effettuare uno scouting mirato di startup e progetti imprenditoriali innovativi, incentrati nel settore assicurativo, con particolare attenzione alla “customer experience”.

Dopo aver trattato il tema delle innovazioni tecnologiche “abilitanti” durante il workshop di apertura, il focus dei tre speaker del secondo appuntamento si è invece spostato sull’analisi dei “nuovi prodotti assicurativi” in risposta a bisogni dei clienti.

Il seminario ha avuto inizio con i saluti e l’introduzione fatta da Maria Acosta Voltolini, Marketing and Communication Manager di PoliHub, ed Elisa Peretti, Marketing Manager di Aviva, che hanno ribadito nuovamente le motivazioni che hanno spinto i due partner a collaborare: «Questa iniziativa è nata dalla volontà di mettere insieme l’impegno di Aviva nella digitalizzazione dell’assicurazione e la grande esperienza di PoliHub nel supporto a startup innovative. Crediamo che insieme si possa effettivamente innovare un settore che offre ampi spazi di miglioramento».

Il primo ad entrare nel vivo del tema della giornata è stato Vittorio Giusti, GI Director di Aviva Italia, che dopo una breve introduzione di Aviva, ha offerto un’overview delle innovazioni fatte dal gruppo Aviva sia su campo nazionale che internazionale, sia nel settore Danni che in quello Vita per cercare di dare risposta a bisogni dei propri clienti. In particolare, il gruppo Aviva Global investe ogni anno più di 200 milioni di sterline in innovazione che si dividono nello sviluppo dei Digital Garage, vere e proprie fucine dell’innovazione interne, e nel sostegno all’innovazione esterna tramite Aviva Venture, fondo d’investimento che ogni anno investe circa 100 milioni di sterline per sostenere lo sviluppo di progetti d’impresa innovativi.

In Italia, Aviva ha introdotto nuovi prodotti quali la White Box (per le abitazioni) e la Black Box (per le auto) che hanno permesso di digitalizzare ed innovare i servizi che Aviva offre ai propri clienti. Infatti grazie a questi due prodotti, i clienti possono da una semplice app verificare anche da remoto la sicurezza della propria abitazione o della propria auto e ricevere allerta in caso di emergenze.

Inoltre, a fine maggio 2017, per andare incontro alle esigenze sempre più sofisticate dei consumatori, Aviva ha creato “Start Casa e Famiglia”, un prodotto semplice e flessibile per assicurare Casa e Persone allo stesso tempo. Infine, il GI Director di Aviva ha terminato il proprio intervento con una serie di consigli agli innovatori frutto della propria esperienza imprenditoriale.

Consigli che non sono mancati anche durante l’intervento del prof. Emilio Barucci, docente del Politecnico di Milano che ha incentrato la propria analisi su 6 casi studio di innovazioni di prodotto/servizio anche in settori affini a quello assicurativo. «In un settore quale quello Insurtech, soggetto alla commoditizzazione, si rende assolutamente necessario porre l’attenzione all’innovazione e alla digitalizzazione dei prodotti e servizi per poter così ampliare il raggio d’azione dell’assicurazione e utilizzare canali di distribuzione innovativi e ancora non utilizzati» dice il professore del laboratorio QFinLab del Politecnico di Milano. «È quindi importante cercare di disintermediare e digitalizzare il rapporto con i clienti utilizzando nuovi canali di “distribuzione e commercializzazione” quali i social, sempre più nuova frontiera del marketing, o più in generale il web». «Grazie a questi nuovi canali distributivi – continua il prof. Barucci – è inoltre possibile raccogliere sempre più dati riguardo l’esigenza dei propri clienti che permettono quindi all’Assicurazione di personalizzare i prodotti e offrire un servizio sempre più taylor-made».

Proprio un’attenta analisi delle esigenze dei consumatori è ciò che ha permesso a Lorenzo Frangi, Alessandro Trifoni e Davide Cevoli, founder di Springa, la startup protagonista della testimonianza finale del workshop, di creare Goliath, la macchina utensile mobile per taglio e incisione senza limiti adatta alle esigenze dei maker. L’innovativa modalità di lavoro risolve alcuni dei problemi delle tradizionali macchine CNC, come la limitata area di lavoro, l’ingombro, il prezzo elevato e la mobilità. «Ci siamo infatti accorti che non esisteva ancora un prodotto adatto alle esigenze degli appassionati del fai-da-te. Infatti, le soluzioni disponibili sul mercato erano o troppo amatoriali e dalle dimensioni molto ridotte, con conseguenti limiti di spazio di lavoro, o prodotti industriali che, se da un lato non hanno limiti di spazio di lavoro, dall’altro sono caratterizzati da costi elevati e quindi non alla portata dei maker e hobbysti».

Proprio partendo da queste premesse, la startup Springa ha ideato Goliath, prima macchina CNC in grado di soddisfare i bisogni di maker e amanti del fai-da-te con un prodotto versatile dalle caratteristiche comparabili alle macchine CNC attualmente presenti sul mercato ma allo stesso dalle dimensioni e prezzo contenuti.

Un ulteriore prova della lungimiranza dei founder è l’ottimo risultato ottenuto durante la campagna di crowdfunding che ha superato quota 1 milione di dollari con più di 600 prodotti venduti in soli 45 giorni. «Questo risultato, per quanto non completamente aspettato, non è stato casuale. Abbiamo infatti partecipato a numerose competizioni e fiere del settore anche oltre oceano in cui abbiamo presentato il nostro prodotto, siamo entrati in contatto con i nostri attuali clienti. Ascoltando i loro feedback abbiamo continuato lo sviluppo del prototipo che ora stiamo industrializzando».