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Fermo!Point, il servizio che rivoluziona le consegne

 
Il commercio elettronico e quello fisico non devono combattersi ma integrarsi. E completarsi. È da questa intuizione che nasce Fermo!Point, il servizio di ritiro spedizioni per conto terzi che aggira quello che è uno dei grandi problemi del commercio online: dover aspettare la spedizione a casa e esserci per ritirarla. Alberto Luisi, co-fondatore insieme a Claudio Saloni della startup recentemente vincitrice di StartCup Milano Lombardia e incubata in PoliHub fino a luglio 2015, ci ha spiegato come è nata e cresciuta l’idea.
 
“Tutto parte verso la fine 2012, dopo l’ennesima brutta esperienza con la consegna di un oggetto che avevo comprato online. Nessuno mi aveva avvisato ed ero dovuto andarlo a ritirare in un deposito a 15 km da casa mia. L’esperienza di acquisto online era stata perfetta, perché quella della consegna non poteva essere altrettanto? È lì che ho pensato fosse possibile appoggiarsi a punti vendita già aperti tutto il giorno, come gli esercizi commerciali”.
 
“Il pacco poteva essere lasciato lì – spiega Luisi – e poi ritirato con calma dal proprietario nell’esercizio commerciale che gli viene più comodo. Facile da pensare, molto più difficile da realizzare”.
 
Oggi Fermo!Point ha un network di oltre 780 negozi affiliati: le previsioni sono di portarli a 2500 entro fine 2015, raggiungere i 200 merchants e aumentare il flusso pacchi fino a 500mila pezzi. Per fine 2016 punta a essere presente in 3200 stores in tutta Italia.
 
Eppure, racconta Luisi, è stata un’attività tutta da inventare. “Abbiamo creato i presupposti di Fermo!Point dal nulla, non esisteva in Italia una normativa che riguardasse il deposito per conto terzi. Ci abbiamo messo sei mesi solo per capire come fare”. Uno dei problemi più grossi è stato capire come assicurare i pacchi nei negozi, ovvero qualcosa di cui non si conosce il contenuto, che viene depositato nello spazio di qualcuno che non ne è responsabile, e senza sapere con precisione quando verrà ritirato. “Allianz e Carige ci sono venute incontro e abbiamo elaborato una strategia assicurativa proprio per Fermo!Point”.
 
Il prossimo passo è approcciare i grandi merchant e il mercato della logistica, e per farlo il team, composto asdesso da 7 persone, si allargherà a 15 entro fine anno e a 30 entro il 2016. “Abbiamo bisogno in particolare di figure del mondo informatico, ma con una predisposizione social. Siamo qui in PoliHub perché speriamo di trovarli”.
 
A differenza della maggior parte delle startup, Luisi e Saloni hanno deciso di poggiarsi su un capitale di debito e non di rischio. “I soldi per le idee valide ci sono –  continua –  e il settore bancario si è accorto delle opportunità che rappresentano le startup. Noi abbiamo ricevuto un finanziamento di 100 mila euro da restituire in 7 anni a tasso zero, oltre a 25 mila euro a fondo perduto per consulenze e 5 mila euro per costituire la società. A questi si sommano i 200mila euro di Mediocredito, che ci garantisce per l’80 per cento della somma”.
 
I consigli di Luisi agli startupper wannabe sono:
 
Non tenere la propria idea per sé. Nessuno può appropriarsi delle idee che ognuno ha nella propria testa. Invece il confronto è utilissimo per capire subito quali possono essere le debolezze e i punti di forza del progetto.
 
Cercare di costituirsi subito come azienda. Dimostra ai potenziali investitori che c’è la volontà di portare avanti il proprio progetto e non lasciarlo su carta.
 
Partecipare a ogni tipo di evento o competizione dedicata alle startup. “È una parte importantissima del mio lavoro- conclude Luisi – Da lì nascono connessioni e relazioni. Non si sa mai chi c’è dall’altra parte ad ascoltarci”.