Vincitori Bioupper 2017

BioUpper 2° Edizione: Finale al Ministero della Salute

BioUpper: il ministro Lorenzin premia i vincitori della seconda edizione. Da Novartis e Fondazione Cariplo tre voucher da 50K€

  • Ospitata nella sede del Ministero della Salute la finale di BioUpper, l’iniziativa promossa da Novartis e Fondazione Cariplo a sostegno dei giovani startupper nelle scienze della vita
  • I team vincitori: Kyme, Postbiotica e Probiomedica
  • Tre voucher da 50K€ per aiutare i team a sviluppare i progetti sul mercato

Roma, 8 Maggio 2017 – Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha premiato oggi, nella sede del Ministero della Salute, Kyme, Postbiotica e Probiomedica, i tre team vincitori della seconda edizione di BioUpper, l’iniziativa promossa da Novartis e Fondazione Cariplo a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start-up nelle scienze della vita, in collaborazione con PoliHub – l’incubatore gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano – e con la validazione scientifica di Humanitas, gruppo ospedaliero e avanzata struttura di ricerca.

BioUpper Finale 2017

I team che sono saliti sul podio hanno ricevuto un voucher da 50mila euro ciascuno, da parte di Novartis e Fondazione Cariplo, da investire nello sviluppo del loro progetto sul mercato. A valutarli è stata una giuria costituita da esponenti del mondo delle imprese, della ricerca, della finanza e delle istituzioni, attivi nello sviluppo di nuove aziende ed esperti nelle aree di supporto all’imprenditorialità.

Le tre idee di business che hanno conquistato i giurati rientrano nei seguenti ambiti del settore biomedicale: nanotecnologie applicate alla diagnostica medica (Kyme) e trattamenti terapeutici alternativi (Postbiotica e Probiomedica).

Kyme applica le nanotecnologie alla diagnostica medica per migliorare i mezzi di contrasto oggi in uso clinico, permettendo un’identificazione precoce e più accurata delle patologie. Grazie alla maggiore efficacia della formulazione, è possibile aumentare il contrasto delle immagini di Risonanza Magnetica, ridurre la quantità di prodotto iniettabile e conseguentemente la sua tossicità.

Postbiotica sviluppa nuove terapie a base di derivati di batteri – ottenute grazie a un innovativo metodo di fermentazione – per prevenire e curare in modo naturale un ampio spettro di infiammazioni: dalle reazioni allergiche alle malattie croniche dell’intestino e del tratto uro-genitale.

Probiomedica offre un’innovativa fototerapia per la cura dell’infezione da Helicobacter pylori, studiata per i pazienti antibiotico-resistenti, che rappresentano circa il 25% del totale. Il dispositivo è una capsula ingeribile che, una volta giunta nel tratto gastrico, eradica il batterio emettendo luce, evitando così gli effetti collaterali dell’attuale terapia antibiotica.

Nel pitch di oggi i partecipanti hanno dimostrato i progressi conseguiti durante l’accelerazione, un percorso di dodici settimane pensato su misura per ciascuna idea d’impresa, nel corso del quale i team hanno consolidato la strategia di sviluppo del loro progetto e ampliato il proprio network, contando su una squadra composta da: tutor, business angels, venture capitalist, consulenti, esponenti di strutture universitarie, incubatori.

Sono molto contenta di poter premiare i vincitori della seconda edizione, il fatto che questa iniziativa stia continuando a crescere ne testimonia la forza e la validità, grazie alla collaborazione tra istituzioni, istituti di ricerca, ricercatori, strutture sanitarie, aziende e investitori”, ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Il programma mette in luce la nostra capacità di fare ricerca e innovazione, soprattutto nel campo biomedicale, dove in nostri ricercatori si distinguono per una formazione di altissimo livello. Spero che tutto questo possa avere una ricaduta in termini di brevetti e crescita imprenditoriale nel Paese: il trasferimento tecnologico è uno degli aspetti su cui sta puntando moltissimo il Ministero della Salute”.

 I dieci team che oggi si sono sfidati nella sessione di pitch – BTeam, Golgi, Holey, Kyme, Newrosparks, PD-Watch, Postbiotica, Probiomedica, WATCh-ME e Wound Viewer – hanno avuto 12 minuti ciascuno per convincere la giuria della validità del loro progetto: 6 minuti di presentazione del lavoro di ricerca svolto e 6 minuti di confronto, incalzati dalle domande dei giurati. Uno dei team, WATCh-ME, ha potuto accedere a BioUpper grazie alla wild card che il programma ha offerto ad Hacking Health, movimento internazionale che anche in Italia promuove l’innovazione, stimolando la co-creazione tra il mondo della ricerca e della clinica e quello accademico.

Quest’anno l’iniziativa, che per la tappa finale ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e del Ministero dello Sviluppo Economico, ha raccolto 151 candidature, il 30% in più rispetto al 2015, a conferma della validità della sua formula innovativa.

BioUpper è stato lanciato nel 2015 ed ha rappresentato un’opportunità per tutti i partecipanti:

  • il 60% dei team della prima edizione si è costituito in impresa;
  • il 40% sta continuando la fase di sviluppo del proprio progetto;
  • il 70% dei team, inoltre, ha stretto delle partnership commerciali;
  • il 50% di questi ha già chiuso contratti con i primi clienti;
  • il 80% dei progetti, poi, ha raccolto investimenti per oltre 2M€, provenienti in particolare da investitori privati e venture capitalist.

www.bioupper.com

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